Maurizio Laudi

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(Torino. 2 marzo 1948 – 24 settembre 2009) grande appassionato di sport, dopo la laurea in Giurisprudenza ottenuta all’Università di Torino, entrò subito in magistratura nel 1974 a soli 28 anni. Si trovò schierato ben presto in prima linea nella difficile transizione dagli anni ‘70 agli ‘80. Furono anni difficili nella Procura torinese, gli anni del terrorismo e non solo, perché in provincia di Torino si era affacciato fin da allora proprio il fenomeno mafioso. Nel 1998 divenne Procuratore Aggiunto, e si applicò sia sulla criminalità organizzata che sull’eversione. Nel 2008 venne promosso, con nomina a Procuratore della Repubblica al Tribunale di Asti. Purtroppo l’anno successivo scomparve all’improvviso proprio all’indomani dell’ultima riunione dell’esecutivo di “Etica e Sport”. Laudi svolse anche un ruolo attivo nell’organizzazione dell’attività calcistica nazionale e internazionale. Negli anni ‘80 entrò a far parte dell’Ufficio Indagini della Federcalcio italiana e dopo esserne diventato vice-responsabile, nel 1995 venne nominato Giudice Sportivo Unico per le competizioni nazionali delle serie professionistiche di A e B. Manterrà questo ruolo per 12 anni, fino al 2007, quando non fu più permesso ai giudici di svolgere alcuna attività con le federazioni sportive nazionali. Mantenne peraltro la collaborazione con l’Uefa (Unione Europea delle Federazioni e Associazioni calcistiche) che era iniziata da tempo, e che venne ad intensificarsi con l’elezione alla guida dell’organismo europeo di Michel Platini, del quale Laudi era amico fin da quando l’attuale presidente europeo era giocatore della Juventus. Nel 2008 accettò di guidare il progetto “Etica e Sport”, come una sorta di omaggio all’amico Bontempi e purtroppo di lì a poco anche per lui giunse l’immatura fine.