6ª Edizione Anno 2015

 

L’evento di punta della nostra associazione Etica e Sport, è il “Premio Rinaldo Bontempi e Maurizio Laudi” che è giunto quest’anno al VI° edizione. Raccontiamo a parte dello straordinario “1° Premio Europeo 2015”, ma vogliamo sottolineare come il più tradizionale evento “italiano” abbia trovato in questa occasione una dimensione particolarmente efficace, legata all’attualità di un mondo sportivo che è sì attraversato da scandali e sospetti, da violenze e corruzione, ma che sa anche trovare persone e personaggi eccezionali degni di rappresentarlo nei suoi veri valori.

La premiazione si è svolta come negli ultimi quattro anni, nella Sala Juvarra del Comune, messa a disposizione dall’assessore Stefano Gallo, e grazie alla collaborazione dell’intero assessorato, dei nostri associati, delle famiglie Bontempi e Laudi, dell’IREN, la grande compagnia energetica torinese che ci segue negli anni, della nostra consociata Scholè che ha curato in particolar modo il settore “Scuola”, del CIE, il Centro Iniziative per l’Europa fondato proprio da Rinaldo Bontempi abbiamo registrato un successo assoluto. Abbiamo apprezzato la collaborazione di Juventus e Torino che hanno voluto far incontrare i ragazzi dei rispettivi settori giovanili con il tecnico siriano Ossama al Abed al Mohsen e i suoi figli, e lasciar loro un ricordo del calcio torinese, completato con l’ospitalità allo Juventus Stadium per l’incontro di Champions League.

Un altro argomento di attualità di questo autunno piuttosto caldo in tutti sensi, è stato il doping. Sono stati scoperti “segreti” che tali non erano perché in molti sapevano e tutti comunque sospettavano esistessero. Hanno colpito in alto, addirittura l’intero sport russo, e poi ci sono stati i rinvii a giudizio per i favoritismi e le omissioni nella casa italiana dell’atletica leggera. Etica e Sport non crede che il doping sia una scorciatoia per arrivare ai risultati, lo osteggia in tutti i modi, ma nemmeno ritiene che un atleta che abbia sbagliato una volta (e il più delle volte non ha sbagliato lui, ma chi lo guidava) debba essere scacciato dalla comunità sportiva.

Sulla base di questo ragionamento che include un principio fondamentale della democrazia, quello della seconda chance, noi abbiamo voluto premiare nella sezione “Tecnici” chi del doping è stato il nemico dichiarato in 40 anni di carriera sportiva,

 

l’allenatore italiano di atletica leggera più conosciuto nel mondo, Sandro Donati. E’ bravo, apprezzato e stimato, anche se ha dovuto pagare per la propria rettitudine subendo un licenziamento in tronco quando il sistema Coni copriva tutte le cosidette sperimentazioni di Conconi, lo scienziato simpaticamente soprannominato Cagliostro.

Soltanto Sandro Donati poteva mettere il proprio scudo di rispettabilità a proteggere il figliol prodigo Alex Schwazer, il caso più clamoroso di doping avvenuto alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012, con boom mediatico di fronte al tardivo pentimento in diretta tv. Da allora sono ormai terminati i termini di una squalifica che non ha avuto la benchè minima riduzione, e il ragazzo ha impiegato tutto questo tempo per ripartire affidandosi totalmente a questo padre putativo, che è ad un tempo l’allenatore e il controllore, il tecnico e il programmatore, l’amico e il giudice. L’operazione Brasile 2016 è sulla buona strada e una medaglia se verrà, varrà il doppio, perché è stato recuperato un atleta allo sport e un uomo a una vita senza rimpianti.

Questa la motivazione per l’assegnazione del premio categoria “Atleti, Tecnici, Dirigenti” ad Alessandro Donati:

Sandro Donati è il tecnico italiano di atletica leggera più conosciuto nel mondo intero. E’ stato a lungo alla guida del movimento sportivo italiano, poi la sua strada si è separata da quella federale e del Coni per divergenze profonde sulla lotta al doping. Donati ha avuto la forza e il coraggio per continuare sulla sua strada e, a livello internazionale, è diventato il referente italiano unico per la Wada, l’organizzazione mondiale che persegue il crimine più importante del mondo sportivo. Dopo la squalifica Alex Schwazer ha chiesto a Donati di seguirlo come allenatore e allo stesso tempo come garante della assoluta integrità del suo nuovo essere. E’ giusto dare una seconda possibilità all’atleta, ed è ancor più giusto riconoscere a Donati l’estrema coerenza in una carriera esemplare nel mondo sportivo”.

Da un uomo conosciuto in tutto il mondo ai ragazzi che forse saranno campioni domani, e oggi, cioè il giorno della premiazione hanno portato una ventata di allegria. L’onda lunga delle 20° Olimpiadi Invernali di Torino 2006 (10 anni da ricordare a febbraio 2016), ha avuto come esito immediato ma continuato nel tempo lo sviluppo di tutte le specialità che si praticano sul ghiaccio. In Val Pellice, l’enclave dell’hockey che godeva di lunga tradizione si è trasformata in una solida realtà protagonista sulla scena nazionale del massimo campionato. Il premio per le “Società e Associazioni Sportive” è stato sì assegnato al Valpellice Hockey Club per il complesso delle attività svolte, compreso il settore dello sledge-hockey, ma in particolare si è voluto segnalare l’impresa dei ragazzini che hanno conquistato il titolo di Campioni d’Italia Under 14, ragazzi che si sono presentati in sala con il loro equipaggiamento da gara, lasciando fuori soltanto i pattini per rispetto del parquet ultracentenario. Questa la motivazione per l’assegnazione della targa ritirata dal presidente Marco Cogno:

La società Valpellice Hockey Club rappresenta il trait d’union tra le XX° Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e l’attività sportiva che prosegue il proprio cammino. Da quelle gare, e non dimentichiamo anche il paralimpico con lo Sledge-Hockey, gli sport sul ghiaccio hanno preso un nuovo slancio e il più bel successo della “Valpe” è stata la conquista del titolo italiano da parte dei ragazzini “Under 14”. A febbraio ricorre il decennale della più grande evento mai organizzato in Torino e Piemonte. I campioncini d’Italia avevano a malapena quattro anni quando si gareggiava per i giochi: sono loro i veri figli dell’Olimpiade !!!”.

Altri ragazzi, quelli del “Convitto Nazionale Umberto I°” vincitori nella sezione più difficile, “Scuole”. Ci avevano già provato l’anno precedente ma erano stati superati per un soffio dalla “Scuola Pacchiotti”. Il Convitto si è ripresentato convinto della validità del progetto complessivo “Atleti dell’anno” che diventa fatalmente un banco di prova per il singolo con la finalità di superare come avversario se stesso o il proprio gruppo. Dovranno riprovare nella prossima edizione le due componenti il terzetto finalista che soltanto in sala hanno appreso di non essere vincenti e hanno applaudito sportivamente i vincitori. Sono la scuola Vivaldi di Murialdo con il “Progetto Flag-Football” e la scuola media Benedetto Croce di Torino, con un efficace e funzionante rispolvero del mini-basket. Questa la motivazione del premio consegnato al professore Simone Borgogni:

“Il Convitto Umberto I° è stato finalista nell’edizione 2014 del “Premio Rinaldo Bontempi e Maurizio Laudi”, e a distanza di un anno è stato prescelto come vincente per il “Progetto atleti dell’anno” che prosegue ormai da tempo con ottimi risultati. La formula è quella di una serie di prove atletiche (corsa di velocità, lancio della palla, salto in lungo da fermo, elevazione, agilità e resistenza) ripetute di anno in anno. La nota vincente della formula è la comparazione da un anno all’altro sulla base delle prestazioni del singolo e separatamente dell’intera squadra cioè la classe scolastica. Misurarsi con se stessi, individuo o gruppo, per crescere. Sempre”.

Il premio per la 1° Sezione “Istituzioni” è stato assegnato al Comune di Caselle, cittadina che si è sviluppata attorno all’aeroporto internazionale, ma con già una forte vocazione associativa all’interno di quella che sarà la futura e operativa città metropolitana. Erano presenti il sindaco Luca Baracco e l’assessore allo sport Angela Grimaldi che hanno brevemente illustrato il loro progetto e ritirato la targa 2015 assegnata con la seguente motivazione:

Caselle è una città di circa 20mila abitanti, aderente all’UNIONE.NET. Nel 2015 ha collaborato con la città di Torino per il progetto “Torino2015, capitale europea dello Sport”, e nel corso dell’anno solare ha coinvolto centinaia e fino a migliaia di cittadini, le scuole, le associazioni e le società sportive. E’ stato un lungo percorso che ha visto la realizzazione di molte manifestazioni sportive, culturali e solidaristiche con l’obbiettivo di fare dello sport un diritto per tutti i cittadini e un’occasione per far vivere meglio la comunità cittadina”.

Infine per la sezione “Comunicatori di Sport” la scelta del nostro direttivo è caduta su una televisione di dimensioni autenticamente europee, Eurosport. C’è una redazione italiana

 

integrata nel più ampio ambito europeo, c’è quella internazionale che tante volte ascoltiamo in lingua originale dal paese in cui si trasmettono gli eventi, c’è soprattutto un panorama di avvenimenti che copre una quantità di discipline diverse, le grandi competizioni giovanili mondiali e continentali, le immagini più spettacolari, le avventure e le notizie. Purtroppo per un malaugurato contrattempo non era presente il rappresentate dell’emittente e il premio è stato direttamente consegnato alla redazione di Milano. Questa la motivazione:

Il premio per i comunicatori nello e dello sport è stato attribuito quest’anno alla televisione internazionale Eurosport,, da tempo presenza costante nel panorama italiano, ora passata nel grande universo di Discovery Channel. Di Eurosport abbiamo sempre apprezzato la competenza delle telecronache che spaziano dallo sci al golf, dal calcio, valorizzato anche nelle grandi manifestazioni mondiali per età, al tennis, passando per tante altre discipline, fino alla popolarizzazione delle freccette. E ancora è consona all’etica che noi auspichiamo la capacità di interagire con il pubblico dei telespettatori, senza enfasi e retorica e soprattutto senza farsi influenzare dal tifo nazionalistico”.

Appuntamento al 2016 !!!